La Greasemania invade Padova, due date a gennaio 2018



20 anni e non sentirli. Non è un’operazione nostalgia, la nuova edizione di Grease della Compagnia della Rancia, ma una lettura davvero nuova, luminosa, a tratti abbagliante. Un fenomeno che si conferma a ogni replica – più di 1.500, per oltre 1.700.000 spettatori – di una festa travolgente che dal 1997 accende i teatri italiani. Lo spettacolo firmato da Saverio Marconi, che ha dato il via alla musical-mania, trasformandosi in un vero e proprio fenomeno di costume “pop”, sarà in tour a gennaio 2018 al Gran Teatro Geox di Padova.

Il regista Saverio Marconi, pur conservando tutti gli ingredienti che hanno reso Grease uno successo senza tempo, per questa edizione speciale propone una nuova lettura di alcuni momenti, coadiuvato dalle coreografie di Gillian Bruce, dalla nuova scenografia di Gabriele Moreschi e da Mauro Simone regista associato: non sveliamo di più, lasciando agli spettatori la possibilità di lasciarsi sorprendere e travolgere dalla “Greasemania”. Il team creativo comprende anche Carla Accoramboni per i costumi, Valerio Tiberi, che firma il disegno luci insieme a Francesco Vignati, la direzione vocale di Gianluca Sticotti e Donato Pepe al disegno fonico.

Il cast è composto da giovanissimi performer dal talento ineguagliabile pronti a vestire ogni sera gli studenti dell’high school più celebre: Danny, il bullo dal cuore tenero, Sandy, la ragazza acqua e sapone come Sandra Dee e Doris Day, che arriva a Rydell e, per riconquistare Danny dopo un flirt estivo, si trasforma diventando sexy e irresistibile; l’esplosivo Kenickie, la ribelle e spigolosa Rizzo; insieme a loro, i T-Birds (Roger, Doody, Sonny) e le Pink Ladies (Marty, Jan). UTeen Angel in questa nuova edizione sarà un angelo davvero particolare, cui Frenchy dedica il nuovo brano “Ho bisogno di un angelo” (“All I Need Is An Angel”), scritto da Tom Kitt and Brian Yorker per Grease Live! e per la prima volta al mondo inserito in una versione teatrale su gentile concessione di Warner Chappell, con la traduzione di Franco Travaglio, che firma le liriche italiane dello spettacolo insieme a Michele Renzullo. 

Grease, con la sua colonna sonora elettrizzante da Summer Nights a You’re the One That I Want, le canzoni aggiunte di B. Gibb, J. Farrar, L. St. Luis, S. Simon e le coreografie irresistibili, piene di ritmo ed energia, non è mai stato così attuale, e non è un caso che proprio in questi giorni, in ogni analisi del successo planetario di La La Land, i critici facciano riferimento proprio al film cult del 1978 con John Travolta e Olivia Newton-John che ha fatto innamorare (e ballare) intere generazioni, capace di divenire fenomeno di costume, sempre più vivo nella nostra estetica quotidiana, tra canzoni indimenticabili e protagonisti diventati vere e proprie icone generazionali.
In 20 anni di successi in Italia, si è trasformato in una macchina da applausi, cambiando il modo di vivere l’esperienza di andare a teatro. Oggi Grease è una festa da condividere con amici, figli, famiglie intere o in coppia, è trascorrere due ore spensierate, è non riuscire a restare fermi sulle poltrone ma scatenarsi a ballare: un inno all’amicizia, agli amori indimenticabili e assoluti dell’adolescenza, oltre che a un’epoca – gli anni ’50 – che oggi come allora rappresentano il simbolo di un mondo spensierato e di una fiducia incrollabile nel futuro e nel progresso.

Oggi, a quasi quarant’anni dal film, sono sempre di più i giovanissimi che si lasciano conquistare dalla “Greasemania” a ogni passaggio televisivo del cult con John Travolta e Olivia Newton-John (l’hashtag #grease è rapidamente diventato TT in Italia in occasione dell’ultima messa in onda) e a teatro, dove – in questi 20 anni di successi strabilianti – si vedono tra il pubblico scatenarsi insieme almeno tre generazioni, ognuna innamorata di Grease per un motivo differente: la nostalgia del mondo perfetto degli anni Cinquanta, i ricordi legati al film e all’indimenticabile colonna sonora, l’immedesimazione in una storia d’amore senza tempo, tra ciuffi ribelli modellati con la brillantina, giubbotti di pelle e sbarazzine gonne a ruota.

La genesi del Musical

Grease nasce nel 1971 al Kingston Mines Chicago club, quando Jim Jacobs e Warren Casey decidono di realizzare un musical composto solo per chitarra; lo chiamano “Grease” per evocare i capelli imbrillantinati e lo stile degli anni ’50. “Fu a Chicago, Illinois, intorno a marzo-aprile 1970. Ad un party, quasi per gioco, tirai fuori alcuni dei miei vecchi 45 giri degli anni ’50. Queste canzoni apparvero subito alquanto datate a confronto con il funk psichedelico degli anni ’70, ma allo stesso tempo rappresentavano un cambiamento di velocità contro la melodia ripetitiva tanto cara in quei giorni. E fu così che proposi a Warren Casey la mia bizzarra idea: un musical a Broadway che utilizzasse la musica degli ultimi anni ’50. Warren sollevò la più ovvia delle domande: ‘Grandioso, ma di cosa tratterà lo spettacolo?’” – Jim Jacobs.


Pubblicata il 17 maggio 2017